Con Quale Coraggio

Vediamo un po’.

Mi ricordo di quando stavo a Milano, poco tempo fa: oh se me lo ricordo. Niente parcheggio, multe sempre puntuali poco prima che uscissi di casa la mattina oppure subito dopo aver “parcheggiato” la sera.

E se la sera mi facevano la multa? Il mattino dopo non si facevano problemi a replicare.

A questo si aggiungano gli autovelox disseminati, le telecamere ai semafori che scattano sempre e comunque, i controviali che ci sono ma attenzione, non sono usati per cambiare viale all’incrocio — no, devi andare dritto altrimenti multa.

Alla fine in un anno e mezzo a Milano ho lasciato sull’asfalto ben 16 punti di patente, ho recuperato l’auto tre volte al deposito, la Moratti può ringraziarmi per almeno settecento buoni motivi.

Va bene, posso sopportarlo, sono indisciplinato, guido come un napoletano, sarebbe ora che noi italiani imparassimo tutti a comportarci in modo civile, etc.

MA ANCHE NO. PORCO.

Il signor Silvio Berlusconi:

  • Considera l’Italia come se fosse di sua proprietà;
  • Si dimostra particolarmente versato nel malgoverno (ma da dove sono arrivati i soldi per corrompere Bettino Craxi? Chi gli ha dato i soldi per tirare su Mediaset? Chi l’ha aiutato a gestire Mediaset? Chi gli ha consigliato di entrare in politica?);
  • Eppure non si capacita che esistano ancora degli oppositori! Via Biagi, via Santoro, via Guzzanti, via Luttazzi, via Fazio, via Dandini, via Gabanelli! COMUNISTI! (e dovrei aggiungere anche “via Montanelli”, ma Montanelli non si tocca: troppo sacro per usarlo parlando di Silvio Berlusconi. Non si mescola lo chanel con la diarrea);
  • Ma anche i propri megafoni non strillano abbastanza: via Mentana, via persino Belpietro che non riusciva a concepire grossolane menzogne! Feltri, Vittorio Feltri, torna alla guida del “Giornale” del caro fratello Paolo! (ma è una mia impressione oppure passare attraverso i tribunali è un vizietto di famiglia?);
    • L’immancabile Vittorio Feltri si mette subito al lavoro: un’ora di colloquio con Silvio Berlusconi (giornalismo indipendente, alè!) e spunta un articolone secondo il quale il direttore di “Avvenire” non solo è finocchione, ma la polizia lo tiene d’occhio in quanto tale! (hanno già completato la fascistizzazione della società?)
  • Poi non dimentichiamoci le varie querele a giornalisti, direttori, bloggers. Di questo se ne occupa il plotone di avvocati capitanati dall’apparentemente anemico Ghedini;
  • Beh, le barzellette che non fanno ridere proprio una sega.
  • Corruttore sicuramente;
  • Corrotto molto probabilmente;
  • Pedofilo, ormai l’hanno capito tutti;
  • L’amico Bossi, l’amico Gheddafi, l’amico Bush, l’amico Putin… dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
  • Dulcis in fundo, le ronde che possono essere solo fasciste.

Ora, tutto questo per chieder{mi/vi}:

  • Con quale coraggio il poliziotto mi fa la multa?
  • Con quale coraggio il carabiniere arresta il laureato sorpreso a farsi una canna?
  • Con quale coraggio il capo dell’azienda licenzia gli operai, e poi torna a casa con la nuova Jaguar?
  • Con quale coraggio c’è gente che commenta “voi comunisti non sapete perdere” e giù insulti?

Io la penso così: se non avessimo una televisione in casa, sarebbe già scoppiata una guerra civile.

E l’ultima volta che ho visto due poliziotti appostati con l’autovelox ho avuto per un brevissimo momento l’idea di fermarmi, rompergli l’autovelox, ripartire.

Non l’ho fatto, ho pagato la multa e dimezzato la patente, perché:

  • non è il poliziotto in sé il problema;
  • i poliziotti non capirebbero dove sta il problema;
  • i poliziotti credono di contribuire alla sicurezza stradale (ok, questa è inventata di sana pianta);
  • i poliziotti lo fanno per portare soldi al comune e pagnotta a casa, senza dover fare veramente qualcosa contro il “crimine” (chissà quanti autovelox in Sicilia!)
  • i poliziotti hanno le pistole.

Ma di essere l’unico che rispetta le leggi (o paga quando non gli riesce), di questo veramente ne ho i coglioni pieni.

4 thoughts on “Con Quale Coraggio

  1. spillo scrive:

    Forse il più bell’articolo che abbia letto su questo blog. Tra l’altro ora il nostro amato dittator….mmhhh…Presidente del Consiglio si è messo pure a tentare di prendere a calci in culo l’Unione Europea…

    Le multe nel milanese (San Donato in particolare) le ho beccate anche io, spesso per i motivi più assurdi, ma è questo che vogliono, perchè loro intascano un sacco di capitale… Sono davvero incazzato per come stiano andando le cose in Italia…

  2. maxfact scrive:

    Parole sante le tue
    Concordo pienamente su tutto quello che hai detto

  3. K scrive:

    Le leggi sono fatte per essere rispettate. Bisogna rispettarle. Punto.
    Non bisogna stare a guardare i politici o i meridionali.. Se ognuno pensasse per se stesso non ci sarebbe nemmeno bisogno della polizia ecc ecc.. Ma le teste di cazzo esistono sempre, quindi c’è bisogno anche di loro.

  4. sevencapitalsins scrive:

    1) Rifiuto ogni tentativo di far passare i meridionali come criminali e i settentrionali come rispettosi delle leggi. Tangentopoli è nata a Milano, non a Napoli o Roma. E i principali imputati (Berlusconi, Craxi) sono milanesi. Troppo facile infilare un “meridio” nel discorso e parlare alla pancia degli ignoranti.

    2) Se questo è un post contro certa classe politica che si scrive le leggi su misura, è ovvio che sto a guardare i politici, e mi indigno (per non dire che mi incazzo). Questo post era uno sfogo contro di loro. Nessun cittadino in nessun paese può permettersi il lusso di non controllare i propri eletti.

    3) L’argomento torna prepotentemente d’attualità in questi giorni con la terza legge “ad personam” che Silvio sta ritagliandosi. Che consentirebbe anche a molti altri crimini (finanziari, ma non solo) di essere prescritti. Vengono esclusi da questa assoluzione generalizzata i clandestini, perché è ovvio che spaventano di più i benpensanti di un Corona che corre a 220 all’ora buttando soldi falsi.

    4) Le teste di cazzo, caro K, non sono i criminalotti da mezza tacca che fanno paura alla gente perbene. Le teste di cazzo sono quelli che scrivono leggi inutili bloccando un intero paese per i loro problemi. Questa è una mia opinione che sei libero di non condividere.

    Enunciare principi generali come “le leggi vanno rispettate” è inutile, perché il problema è la qualità delle leggi.

    E anche sulla quantità ci sarebbe da ridire: 66.000 in Italia, contro 6.000 in Francia.

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