Gelmini, TG1 & Regime

Sono le 20.11 precise e ho appena spento la televisione, dopo aver sbottato

«Ma che cazzo intervistano quei fascisti di merda del FUAN, vaffanculo porca mad****!»

Prendiamo i punti salienti del servizio sul decreto Gelmini, aperto con la faccia del Berlusconi Nazionale che pontifica.

Prima frase: «Dispiace che gli studenti si siano fatti strumentalizzare dalla sinistra»

Strumentalizzare? Un universitario strumentalizzato? Oh boy. Berlusconi non sa di cosa parla. Anzi, sa benissimo di dire cazzate allucinanti, e sa anche che per lui è vietato entrare in una qualsiasi università pubblica altrimenti lo linciano. Solo le università private con una decina di studenti di lungo e ricco (fuori) corso ringraziano.

Posizione del governo: «Il decreto Gelmini è voluto dalla maggioranza degli italiani»

A questo punto ci sono 2 possibilità:

1) Cicchitto, Schifani, Berlusconi e tutta la compagnia di corrotti da loro guidata (sì sono dei corrotti, esistono le prove ed è ampiamente dimostrabile) sta come al solito dicendo delle balle, come quella del 70% del gradimento verso il governo. Ma quale gradimento, siamo sull’orlo della guerra civile (che inizia a non apparirmi una cattiva cosa).

2) Hanno ragione. L’87% degli Italiani nemmeno sa cosa sia l’università, avendola vista solo da fuori.

Breve panoramica sui cortei «organizzati dalla sinistra» (quante ragazze comuniste!) con particolare accento sull’episodio del facinoroso che ha scavalcato le transenne.

Boh e che dire? manifestazione gioiosa e stoica, sono ancora lì in Piazza Navona a prendersi pioggia e freddo per difendere il loro futuro.

Bagarre al Senato con Schifani (presidente del Senato, presidente della Repubblica se Napolitano passa a miglior vita) che dichiara: «È scaduto il tempo della discussione».

Spero che Napolitano viva a lungo, non arrivo ad augurarmi per Schifani quello che è accaduto ad Haider ma insomma. Non piangerei. Non ho pianto per Haider, anzi ho tirato un sospiro e non mi sono autoflagellato, se c’è un Dio mi capirà.

Intervista a Torino ai ragazzi del FUAN che protestano contro la chiusura dell’Università.

Erano in meno di 40, tutti fascisti, nessuno veramente meritevole di finire l’università. Adesso staranno a bere la solita birra allo Shamrock. 40 contro tutti. Impressionante. Ah, il giornalista non ha mica detto che erano in meno di 40. Vergognati, giornalista. Sputo sulla tua categoria, sputo su tuo figlio e sputo anche su tuo padre. Butta via gli specchi dalla casa.

Intervista a un tipo in maglia rossa dichiarante: «Gli studenti sarebbero più credibili se avanzassero proposte concrete».

Cancellare la Gelmini. Aumentare i finanziamenti alla ricerca scientifica. Fatto. Proposta che più concreta non si può. MA MI PIGLI PER IL CULO CAPPUCCETTO ROSSO???????

FINALE ESALTANTE E TRAVOLGENTE

Non so se voi lo vedete il disegno che sta dietro tutto questo:

  1. Screditare la scuola pubblica impedendo l’ingresso di nuovi insegnanti, togliendo soldi alla ricerca. Chiudere tutte le piccole scuole di paese, togliendo la possibilità alla gente di campagna/montagna di avere un’istruzione senza sostenere spese ingenti. Alla faccia della Costituzione.
  2. Favorire la scuola privata di matrice religiosa consentendo l’apertura di microuniversità stile CEPU, più paghi più esami superi. Grande favore acquisito presso le gerarchie vaticane. Fascistizzazione della società.
  3. Annientare gli intellettuali, da sempre di sinistra. Certo, a parte quei 4 gatti del FUAN che non hanno mai contato un cazzo nulla.
  4. Peccato per il danno collaterale: scomparsa dall’Italia dei cervelli. Vive la France, Viva España, Deutschland Uber Alles, God Save The Queen, In God we Trust. Fate voi, fanno cagare tutti uguale.
  5. piccola parentesi. –>( Nonostante siano i fisici italiani ad avere i progetti più importanti da eseguire al nuovo LHC del CERN, l’unico Ministro dell’Educazione europeo non presente all’inaugurazione sapete chi era? Bravi!
    Abbiamo avuto da canali sicuri (ma non possiamo rivelare le fonti) questa intercettazione telefonica:
    –DRIN DRIN–
    «MARIASTELLA DOVE SEI!»
    «Ammò checcazzovolete?»
    «Porca troia Mariastella, il LHC!»
    «Aho, io un me drogo mica!»
    –CLICK–
    )<– Chiusa parentesi.

Riuscite a vederlo?

CONCLUSIONE DEPRIMENTE

La decadenza è finita. Siete contenti? Si prega di immergere la mano in un barattolo di vaselina e ficcarvela nel culo. È divertente, parola di Maria De FiIlippi.

FINE DELLE TRASMISSIONI.

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5 thoughts on “Gelmini, TG1 & Regime

  1. Scorp scrive:

    Fantastico, sei appena entrato fra i miei miti personali :D

  2. LuCa scrive:

    Fantastico!
    Adoro questi post…
    Seguo sempre il tuo blog (approposito, è un po’ che non aggiorni la guida sul kernel eh? :)…

    Seguo sempre il tuo blog perché è bellissimo vedere come ve la prendete, come vi dibattete, come insultate l’insultabile, come vi dimenate e sputate veleno voi rossi da quando siete scomparsi dall’arco costituzionale (potevate tenervi anche la Finocchiaro però… :)

    un caro saluto
    LuCa

  3. sevencapitalsins scrive:

    la guida alla ricompilazione del kernel è sulla mia TODO list, che è purtroppo parecchio lunga. Ho veramente bisogno di una mano. Non ricompilo il kernel da almeno 6 mesi. Fare un post politico è molto più facile che fare un post tecnico, lo ammetto…

    Non siamo scomparsi dall’arco costituzionale, qualunque cosa voglia dire (ammetto anche di non aver capito cosa sia un “arco costituzionale”).

    Tornando in-topic, non vedo in quale modo la legge Gelmini possa risolvere i problemi dell’università italiana. Se tu lo vedi scrivilo pure :)

  4. LuCa scrive:

    Il decreto Gelmini non vuole risolvere i problemi dell’univerità. Semplicemente limita il denaro che incessantemente fluisce in quel calderone/buco nero che l’università, come molti altri enti pubblici, rappresenta.

    I problemi dell’università si risolveranno quando sarà migliorata la gestione dei fondi che le università hanno a disposizione.

    Sono un fisico, futuro ricercatore, quindi pochi sono preoccupati del mio futuro piu’ di me… ma, con onestà, vedo che intorno a me si sprecano tanti di quei soldi da far venire i capelli bianchi. Le università sono organizzate malissimo, tra segreterie facoltà dipartimenti eccetera ci sono migliaia di persone che non fanno un cazzo… stipendi buttati nel cesso… quale metodo migliore che mettere loro un po’ di pepe al culo che tagliare sulle spese?

    Ora, è evidente che le nostre posizioni politiche siano differenti. Mi scuso anche per il tono provocatorio del mio messaggio precedente. Ma i fatti si cronaca di oggi mi hanno veramente fatto girare le palle.

    Per una volta dopo decenni al governo c’è una squadra che lavora, che sta ottenendo risultati, che fa proposte serie evitando la solita demagogia. Berlusconi potrà anche stare sul cazzo a mezzo mondo ma non si puo’ negare che è una persona che ottiene quello che vuole.

    Trovo pertanto veramente insopportabile il sollevarsi di queste ondate di protesta su ogni singolo provvedimento preso. Dici che gli studenti non sono strumentalizzati… io dico che oramai siete (voi persone di sinistra, non so tu) arrivati al punto che vi strumentalizzate da soli. Siete arrivati al punto che qualsiasi manifestazione/protesta/sciopero è del tutto inutile al fine di smuovere l’opinione pubblica.

    L’arco costituzionale è l’insieme delle seggiole in parlamento, dalla destra alla sinistra. E mi pare che le seggiole piu’ a sinistra (destra guardando la tv) siano occupati da politici del pd… se fossi comunista mi vergognerei a chiamare quella “sinistra”…

    LuCa

  5. sevencapitalsins scrive:

    Ok, ecco un punto su cui sicuramente siamo d’accordo: le spese vanno indirizzate nella maniera giusta. Inutile farle piovere a pioggia.

    Quindi una cosa giusta da fare, dal mio punto di vista evidentemente di sinistra, sarebbe tagliare ogni fondo agli istituti privati e destinarli agli istituti pubblici che dimostrano di farne buon uso.

    Tagliare di più per me è inaccettabile, perché vedo cosa succede negli altri Paesi: la ricerca è sostenuta anche in periodi di crisi, anzi proprio in questi periodi si batte maggiormente il tasto sull’eccellenza tecnologica per contrastare la smisurata manodopera fornita dai paesi in via di sviluppo.

    La ricerca dovrebbe avere un 3% tondo del pil, non lo zero virgola. Questo è il motivo per cui oggi si protesta, ed è riduttivo dire “protestano sempre”. Non credi? Soprattutto dato che alla fine i protestanti hanno sempre rifiutato di definirsi di destra o sinistra, quelle sono solo etichette.

    Se tu fossi comunista ti vergogneresti a chiamare quella “sinistra”, c’entra poco perché anche se io fossi di destra mi vergognerei del PdL (esattamente come Montanelli). Non c’entra con la discussione sulla Gelmini.

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